|
Lorenzo Romano Amedeo Carlo Avogadro nacque da Filippo, conte di Quaregna
e Cerreto, alto magistrato e poi senatore del regno di Sardegna. Avviato anch'egli
agli studi giuridici, conseguì a Torino la laurea in giurisprudenza nel 1795 e
il titolo di dottore in legge ecclesiastica nel 1796. Pur ricoprendo, successivamente,
vari uffici pubblici giuridico-amministrativi, si dedicò allo studio prediletto
delle scienze fisiche e matematiche e seguì per alcuni anni i corsi del fisico
A.M. Vassalli-Eandi (1761-1825).
Nel 1803 e nel 1804 presentò all'Accademia delle Scienze di Torino, insieme
col fratello minore Felice, due memorie, che restarono manoscritte: una
sull'elettricità, l'altra sul legame salino. Nel 1806 gli fu affidato l'incarico
di ripetitore di fisica nel Regio Collegio delle provincie e nel 1809 quello di
professore di `filosofia positiva' (matematica e fisica) nel Regio Collegio (liceo)
di Vercelli.
Durante questo periodo pubblicò, sul `Journal' di Lametherie, le sue due
opere più famose. Nel 1811 pubblica il "Essai d'une maniere
de determiner les masses relatives des molecules elementaires des corps, et les
proportions selon lesquelles elles entrent dans ces combinations" in cui
introduce una chiara distinzione tra il concetto di atomo e di molecola che gli
permette di conciliare le idee di Dalton (che portano al principio di Avogadro)
con le osservazioni di Gay-Lussac.
Nella seconda memoria del 1814 il principio di Avogadro è espresso in forma
evidente:
Volumi eguali di sostanze gassose, a eguale temperatura e pressione,
rappresentano lo stesso numero di molecole, in modo che le densità dei diversi
gas sono la misura delle masse delle loro molecole e i rapporti dei volumi nelle
combinazioni fra gas altro non sono che i rapporti fra i numeri di molecole che
si combinano per formare molecole composte.
Nel 1819 fu nominato socio ordinario dell'Accademia delle Scienze di Torino
e nel 1821 divenne socio dell'Accademia dei XL. Dal 1820 al 1822 tenne, presso
l'Università di Torino, la prima cattedra italiana di `fisica sublime' (fisica
matematica), fino a che essa non venne soppressa dal governo piemontese per
motivi politici (luglio 1822). Avogadro ebbe il titolo di professore emerito ed
una modesta pensione. Nel 1824 fu nominato, quale giureconsulto, maestro uditore
nella Regia Camera dei conti. La cattedra a Torino venne ripristinata solo nel
1832 ed affidata a A.L. Cauchy, ma nel 1834 venne restituita ad Avogadro che la
tenne fino al 1850.
Tra altri incarichi pubblici, Avogadro fu presidente della Commissione pesi
e misure nella cui veste ebbe il merito di introdurre il sistema metrico decimale
in Piemonte.
|