Metodi di analisi

Le metodologie analitiche utilizzate per rilevare ed identificare sostanze dopanti in campioni biologici sono progressivamente migliorate da quando queste ultime sono state vietate, nella metà del XX secolo.
I primi metodi impiegati a tale scopo furono la cromatografia su strato sottile (TLC), presto soppiantata dalla gas-cromatografia su colonne impaccate.

A livello internazionale le analisi antidoping vengono effettuate in un numero relativamente piccolo di laboratori (nel 1999 erano 26), accreditati dal Comitato Internazionale Olimpico (C.I.O.), che sono sempre aggiornati su nuovi metodi e strategie analitiche, assicurazione della qualità e nuovi sviluppi.

I campioni biologici utilizzati per le analisi antidoping possono essere:

Il liquido biologico prevalentemente scelto per le analisi è l'urina, perchè, a differenza del sangue, prevede un campionamento meno invasivo e in quantità maggiori, contiene concentrazioni elevate di farmaci e/o metaboliti, inoltre il prelievo di sangue, in determinate circostanze, può essere vietato da impedimenti legali 1.

Nelle urine gli steroidi sono contenuti in maggior quantità in forma coniugata (circa 99,7%), mentre la forma libera è presente solo per lo 0,3%.
Gli steroidi coniugati sono spesso idrolizzati con acidi inorganici forti (acido solforico concentrato, acido cloridrico, acido nitrico) oppure trattati con gli enzimi sulfatasi e glucoronidasi, per ottenere la forma libera necessaria per le analisi.
Nel siero esistono in tre forme: forma libera (circa 4%), forma legata all'albumina (circa 5%), forma legata alla globulina (circa 91%). Solo le forme libere sono biologicamente attive.
Nella saliva gli steroidi sono presenti nella forma libera e la loro concentrazione riflette con buona approssimazione quella nel siero, perciò vengono effettuati saggi per determinare gli steroidi liberi nella saliva, con lo scopo di ottenere informazioni sulle forme libere presenti nel siero2.
Recentemente sono state introdotte nuove tecniche di analisi sui capelli3, poichè questo tipo di campione riflette bene la concentrazione degli steroidi, è facilmente conservabile, richiede un campionamento non invasivo e facilmente eseguibile, inoltre in campo forense può essere evitata l'adulterazione o sostituzione del campione, se si opera sotto la supervisione di ufficiali giudiziari.
L'analisi del capello può essere affiancata a quella delle urine per confermare dei test su abuso di farmaci.
Le tecniche utilizzate consistono nell'estrazione dopo digestione alcalina, seguita da determinazione con GC o HPLC accoppiati con la MS2.

Campionamento

Tecniche analitiche


HOME