Modifiche strutturali

Il testosterone è metabolizzato a livello del fegato principalmente a 5a-diidrotestosterone, androstendione e poi attraverso la via degli enzimi 3cheto-riduttivi, ad androsterone o ad uno dei suoi due isomeri. I quattro metaboliti sono presenti nel plasma e nelle urine. Una parte del testosterone è convertito a estradiolo a livello testicolare.
La scarsa biodisponibilità dell'ormone e la necessità di isolare alcuni effetti della sostanza hanno motivato la sintesi di derivati di maggiore efficacia terapeutica. Le modifiche strutturali apportate al testosterone per tali fini sono di quattro tipi, A, B, C e D, come mostrato in figura.

TIPO A: Androgeni Esterificati

Sono composti maggiormente lipofilici rispetto al testosterone, i quali originano dall'esterificazione del gruppo idrossile 17b.
Sono maggiormente solubili nei veicoli grassi utilizzati per l'iniezione e si caratterizzano per un rallentato rilascio in circolo.
L'azione è tanto più prolungata quanto maggiore è il numero di atomi di carbonio nell'acido esterificato. Un esempio è rappresentato dal testosterone cipionato, che ha una minore polarità rispetto al testosterone.
La maggior parte degli esteri deve essere iniettata per via parenterale.
Unica eccezione è rappresentata dal testosterone undecanoato dissolto in olio, il quale assunto per via orale supera il catabolismo epatico ed è assorbito per via linfatica.

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TIPO B: Androgeni Alchilati

In seguito all'aggiunta di un gruppo alchilico in posizione 17a gli androgeni hanno un ritardato catabolismo epatico, possono sfuggire alla degradazione epatica e raggiugere la circolazione sistemica.
La loro utilizzazione è limitata dalla epatotossicità.
Aumentando la lunghezza della catena alchilica diminuisce l'attività.

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TIPO C: 19-norandrogeni

La loro sintesi avviene a partire dagli estrogeni che, attraverso la riduzione di Birch, perdono un metile in posizione 19.
Poichè non sono substrati dell'enzima aromatasi nei processi metabolici, non danno effetti femminilizzanti. Possiedono la stessa attività del testosterone ma con minori effetti mascolinizzanti.

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TIPO D: Alterazione del nucleo steroideo

Le modificazioni strutturali del nucleo steroideo possono originare un aumento dell'azione molecolare e, talvolta, una diversificata trasformazione in metaboliti attivi.

Sono possibili tre modifiche:

- maggior numero di insaturazioni (principale uso in ambito veterinario):

- molecole prive del doppio legame in posizione 4:

- modifiche più drastiche:

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