Generazione di insetticidi

Gli insetticidi possono essere suddivisi in insetticidi di prima, seconda, terza e quarta generazione.

Gli “insetticidi di prima generazione” comprendono tutti i prodotti impiegati in fitoiatria già prima della comparsa del DDT e degli altri prodotti di sintesi. Alcuni esempi sono costituiti dal cherosene per ricoprire gli stagni e dall’arseniato di piombo per avvelenare gli animali infestanti che rosicchiano le colture.

Agli inizi degli anni ’40 l’uomo ideò un’arma ancora più potente che fu la prima rappresentante della “seconda generazione di pesticidi”: si trattava del diclorodifeniltricloroetano o DDT.

Negli anni ‘60 è emerso un nuovo approccio: dallo studio della fisiologia degli insetti, si scoprì che i loro ormoni potevano fornire insetticidi non solo più specifici, ma che costituivano anche una prova contro lo sviluppo alla resistenza.
Il primo candidato per lo sviluppo della “terza generazione di pesticidi” fu l’ormone giovanile che tutti gli insetti secernono in alcuni periodi della loro vita.
Negli insetti viventi questo ormone permette il regolare processo di crescita e metamorfosi da larva a pupa ad adulto. In alcuni periodi l’ormone deve essere secreto, in altri deve essere assente o l’insetto si svilupperà in maniera anormale. Quindi inducendo l’alterazione di questo ciclo, s’induce la morte dell’insetto.

Gli “insetticidi di terza generazione” comprendono così i regolatori di crescita, sostanze ad azione analoga a quella esplicata naturalmente, negli insetti, da sostanze ormoniche quali la neotonina e l’ecdisone.

Gli “insetticidi di quarta generazione”, infine, sono rappresentati da prodotti esplicanti un’azione antiormonale.
Tra questi si possono distinguere i regolatori di crescita (IGR) e gli inibitori di crescita.
Gli IGR (flufenoxuron, tebufenozide) sono composti il cui meccanismo d’azione è analogo a quello dell’ormone della muta (ecdisone), al quale si sostituiscono a livello di recettori cellulari. La loro somministrazione determina una muta prematura, con conseguente sconvolgimento del ciclo delle metamorfosi. Agisce per ingestione sulle larve di lepidotteri ed è selettivo verso acari ed insetti di ordini diversi dai lepidotteri.