Piretroidi e piretrine

Le Piretrine sono composti ad azione insetticida estratti dai fiori del Chrysanthemum Cinerariaefolium (il Piretro), i Piretroidi, invece, sono analoghi sintetici di questi composti di origine naturale.
Le piretrine sono meno tossiche dei piretroidi.
Basandosi sui sintomi prodotti sugli animali i piretroidi si distinguono in due categorie: di tipo I e di tipo II.
Tanacetum cinerariifolium (piretro di Dalmazia) Mentre i piretroidi di tipo I colpiscono i canali del sodio nelle membrane nervose producendo ripetute scariche neuronali, quelli di tipo II producono invece lunghi ritardi nei canali del sodio inattivando la via che porta ad una persistente depolarizzazione della membrana nervosa senza scariche ripetute. Sono entrambi molto idrofobi ed il loro sito bersaglio è la membrana biologica. In aggiunta a questo la sindrome del tipo II implica anche il sistema nervoso centrale, mentre il primo tipo porta ad un’involuzione del sistema nervoso periferico.
La Deltametrina è un piretroide sintetico di tipo II.
Numerosi studi hanno mostrato che i piretroidi causano alterazioni nei sistemi biochimici del sangue e della riproduzione, mentre sono limitati gli studi che descrivono lo stress ossidativo nella tossicità indotta con i piretroidi.
Nell’uomo vengono metabolizzati molto rapidamente, molto più di quanto accade negli insetti, con conseguente riduzione della tossicità.
Dopo l’inalazione d’insetticidi piretroidi possono essere osservati alcuni sintomi quali: tosse, affanno, mancanza di fiato, naso chiuso o con secrezioni mucose, dolori al petto e difficoltà respiratorie. Il contatto con la pelle può causare eruzioni cutanee, prurito e vesciche.
Per quelli che contengono un gruppo CN sono stati inoltre descritti episodi di tossicità sistemica caratterizzati da parestesie (secondarie al blocco dei canali del sodio), nausea, vomito, fascicolazioni, alterazioni dello stato mentale, coma, convulsioni ed edema polmonare.
Per quanto riguarda i composti di origine naturale, non sono descritti casi di intossicazione sistemica. Questi composti, tuttavia, in caso di ingestione possono provocare nausea, vomito e diarrea.