HPLC nell'analisi del resveratrolo [16]

Inizialmente, la determinazione del trans-resveratrolo richiedeva un'estrazione in fase organica seguita da una o più separazioni in cromatografia liquida ad alte prestazioni (HPLC). Per questa ragione erano richiesti grandi volumi iniziali di campione (~100-500 mL); inoltre la preparazione del campione prima dell'analisi era molto complessa.
La scoperta della presenza del cis-resveratrolo accanto all'isomero trans ha posto nuovi problemi a livello analitico: durante la preparazione (estrazioni con solvente) e la conservazione i campioni dovevano essere mantenuti al riparo dalla luce per prevenire la fotoisomerizzazione. Dopo l'estrazione i due isomeri erano risolti e quantificati con cromatografia gas-liquido (utilizzando poi la spettrometria di massa come conferma) oppure mediante HPLC con rivelazione spettrofotometrica (307 nm per il trans-resveratrolo e 280 nm per l'isomero cis). Queste tecniche però richiedevano un gran numero di operazioni preliminari, che provocavano la perdita di parte dell'analita: è stato quindi proposto l'utilizzo dell'estrazione in fase solida (cartuccia C18, estrazione a fase inversa), seguita dall'HPLC con rivelatore DAD. Con questo metodo le concentrazioni di fitoalexina rilevate sono aumentate notevolmente.
Le analisi del resveratrolo sono diventate molto più semplici quando la risoluzione è aumentata a tal punto da non richiedere più complesse fasi preliminari, e da consentire l'uso di un volume molto minore (~20 μL) da iniettare in colonna.
L'utilizzo di un sistema a fase inversa con eluizione in gradiente (metanolo-acido formico) accoppiata a un rivelatore a fluorescenza ha consentito di misurare il trans-resveratrolo con elevata sensibilità (0.05 μL). La tecnologia del diode array, utilizzata per rilevare una serie di costituenti polifenolici del vino, ha permesso invece di misurare il β-O-glucoside del resveratrolo. È stato anche riportato l'uso della determinazione elettrochimica e dell'eluizione isocratica.
Ulteriori miglioramenti sono stati raggiunti attraverso l'iniezione diretta del vino in una colonna C18 a fase inversa, seguita da eluizione in gradiente e rivelazione con diode array: è stato possibile determinare entrambi gli isomeri sia in forma libera sia in forma glicosilata.