Proprietà cardioprotettive del resveratrolo [17;25;26]

Le patologie cardiovascolari sono una delle principali cause di morte nel mondo occidentale. In particolare i danni maggiori si riscontrano nelle coronarie -si parla quindi di coronary heart disease o CHD- l'occlusione delle quali provoca l'infarto del miocardio, che può essere fatale.
CHD
Accumulo di lipidi nella parete di un vaso sanguigno
Elevati livelli di colesterolo totale, colesterolo a bassa densità (associato a lipoproteine a bassa densità, LDL-C), trigliceridi, apolipoproteine B e C-III e ridotti livelli di colesterolo ad alta densità (HDL-C) e di apolipoproteine A-I sono i più importanti fattori di rischio per l'aterosclerosi (malattia infiammatoria cronica delle arterie di grande e medio calibro che si instaura a causa dei fattori di rischio cardiovascolare).
Normalmente le cellule endoteliali contribuiscono a mantenere una condizione di emostasi regolando l'equilibrio fra le proteine della coagulazione, che generano la trombina e promuovono la coagulazione del sangue, e le proteine fibrinolitiche, che generano la plasmina e facilitano la rottura dei coaguli. I coaguli di sangue sono quindi velocemente degradati o rotti dal sistema fibrinolitico e ciò impedisce la formazione di trombi. Il resveratrolo e in generale i polifenoli del vino favoriscono l'espressione delle proteine fibrinolitiche da parte delle cellule endoteliali svolgendo perciò un'attività cardioprotettiva in vitro e in vivo.
Uno dei meccanismi più accreditati per la formazione delle lesioni aterosclerotiche è quello che inizia con l'ossidazione delle lipoproteine a bassa densità, ricche di colesterolo. L'ossidazione dei lipidi ne facilita la penetrazione all'interno delle pareti delle arterie. Inoltre è stato più volte riportato che le LDL (low density lipoproteins) ossidate favoriscono l'aggregazione delle piastrine e promuovono l'attività coagulante. A causa del suo carattere lipofilo è possibile che il resveratrolo si leghi alle lipoproteine esercitando un'attività antiossidante ancora più efficace.
In presenza di disfunzioni endoteliali i monociti in circolazione aderiscono alle pareti delle arterie e si differenziano in macrofagi, che accumulano le LDL ossidate e gli esteri del colesterolo fino alla formazione di foam cells. Inibendo l'espressione della VCAM (vascular adhesion molecule) e l'adesione stessa dei monociti alle cellule vascolari, il resveratrolo impedisce i primi stadi della formazione della placca aterosclerotica.
L'azione antimitogenica responsabile anche delle proprietà chemioterapeutiche del resveratrolo inibisce inoltre la proliferazione delle cellule muscolari lisce vascolari che provoca un inspessimento delle pareti dei vasi sanguigni e ne causa il blocco.
Infine il resveratrolo inibisce l'aggregazione delle piastrine e la sintesi dei trombossani (coinvolti nella coagulazione) a partire dall'acido arachidonico (inibizione dell'azione delle COX).