Azione sugli animali


Topi
Rettili



Lidocaina e morfina sono state utilizzate su una serie di topi da laboratorio per cercare di capire quale tra le due svolgesse azione anestetica maggiore.
I soggetti scelti sono topi di sesso maschile con peso variabile tra i 25-30g, mantenuti in un ciclo luce/buio di 12 ore e con disponibilità di cibo ed acqua ad libitum.
Sugli stessi è stato effettuato un "formalin-test": immersione di coda e zampe in una soluzione di DMSO/H2O e, successivamente, iniezione di formalina.
Il dimetilsolfossido serve per facilitare il trasporto della droga nella pelle.
Eseguito prima il test alla formalina sulla zampa, iniettando 20 µl di sostanza al 5%, è stato stimato il dolore come la quantità di tempo che il soggetto impiega prima di leccare la parte "ustionata":
dal tempo 0 a 10 minuti, denominata I fase; dai 15 a 40 minuti II fase.
Il test della formalina sulla coda è stato eseguito iniettando sempre 20 µl di sostanza in percentuale variabile tra il 5% ed il 20%.
Quaranta minuti il tempo impiegato dai soggetti per leccarsi la coda, indice in questo studio, del dolore avvertito. A questo punto sono stati utilizzati diversi analgesici per lenire il dolore indotto: morfina, acido acetilsalicilico e lidocaina.
Per quanto riguarda quest'ultima, di nostro interesse, è stato ricavato che, in seguito al test alla formalina sulla coda la risposta analgesica dipende dal tempo di esposizione: per brevi periodi di tempo non si verifica l'assorbimento della sostanza.
La lidocaina agisce bloccando i canali del sodio centrali e periferici con un meccanismo diverso dalla morfina, un oppioide. È risultato che la coda è meno sensibile della zampa all'ustione della formalina e, conseguentemente, all'azione analgesica dell'anestetico. Agisce infatti, quasi immediatamente sulla coda, apportando una diminuzione del dolore il quale viene inteso come l'atto di non leccare la parte "ferita" da parte dei soggetti. Non è ancora chiaro il meccanismo, ma sembra funzioni a livello anestetico anche l'azione combinata di morfina/lidocaina, nonostante la prima sia un'agonista dei recettori oppiacei e la seconda un inibitore dei canali del sodio: sembra comunque che ci sia una riduzione nella neurotrasmissione.



La pelle dei rettili risulta essere molto sensibile agli stimoli dolorosi.
Gli anestetici locali (2% di lidocaina o 1% di procaina) sono utilizzati per lenire il dolore in seguito a lacerazioni, ascessi o altri "mali" minori.
La dose letale di procaina, per tali animali, è pari a 250mg/kg mentre la dose mortale di lidocaina non è conosciuta.
Spesso vengono simultaneamente utilizzati insieme ai farmaci anestetici dei sedativi o tranquillizzanti per ottenere l'effetto analgesico.
La cosiddetta "narcosi a freddo" non è raccomandata nei rettili in quanto non provoca l'effetto anestetico voluto: i "pazienti" non sono in grado di rispondere agli stimoli.
Sono stati riportati in letteratura danni cerebrali in serpenti e tartarughe trattati con tale medoto anelgesico.
In generale gli agenti anestetici iniettabili sono molto popolari in quanto facili da utilizzare, senza bisogno di particolare strumentazione. In tal caso però, è necessario che il paziente abbia un adeguato peso.
  • Oppioidi: molto utilizzati per l'anestesia di animali esotici in quanto facilmente reversibili. Nonostante ciò, tali analgesici non danno luogo ad una completa sedazione nei rettili, il che li rende poco raccomandabili tanto che spesso vengono utilizzati in combinazione con altre droghe.
  • Ketamina: comunemente utilizzata per l'anestesia dei rettili in dosi che vanno da 22-44mg/kg per la sedazione e 55-88mg/kg per l'anestesia chirurgica.
    Dosi di circa 110mg/kg possono provocare arresto respiratorio e bradicardia. Piccole dosi di anestetico sono necessarie per pazienti di piccola taglia, il contrario per rettili di grandi dimensioni.
    Molto efficace per la sedazione o per facilitare l'intubazione quando prevista anestesia inalatoria.
  • Propofol: agente non barbiturico usato per indurre e mantenere l'anestesia, sia umana sia animale. Ha scarsa tossicità e breve tempo di eliminazione. Usato per indurre l'anestesia nelle testugini con dosi variabili da 5 a 10mg/kg ed 1,0mg/kg/minuto per mantenere la stessa.
    Nelle iguane verdi una dose pari a 10mg/kg induce l'effetto anestetico in circa un minuto mantenendo la sedazione per mezz'ora. Col suo utilizzo si rende necessario l'uso dell'intubazione e di adeguate misure di ventilazione.
  • Bloccanti neuromuscolari: inducono l'immobilizzazione nei soggetti ai quali sono somministrati; sono infatti usati per poter trasportare i rettili, per effettuare radiografie o altre procedure di imaging.
    Nelle testugini e nei coccodrilli molto utilizzata è la succinilcolina: l'immobilizzazione si ha in 4 minuti dopo l'iniezione.

Agenti anestetici inalatori sono anche utilizzati, ma il loro uso prevede intubazioni endotracheali e ventilazione assistita. In questo caso però, il peso del rettile non è un fattore critico.
  • Isoflurano: induce l'anestesia con dosi al 4-5% in un periodo di tempo che va dai 6 ai 20 minuti ed è mantenuta con dosi dall'1-2,5%.
    È molto usato in quanto da luogo a scarsi effetti a livello cardiopolmonare
  • Alotano: ha effetti cardiodepressivi maggiori dell'isoflurano. L'induzione dell'anestesia ha tempi più lunghi in quanto è maggiore la liposolubilità. Dosi al 4-5% per l'induzione ed 1-2,5% per il mantenimento.
    Per velocizzare l'induzione dell'anestesia lo si combina con protossido d'azoto ed ossigeno in rapporto 1:1. In letteratura sono citati casi di apnea verificatasi in seguito a sommministrazione di alotano a causa di un'avversa reazione allo stesso.