Breve storia della Cocaina[10,11]

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La scoperta della cocaina risale al XVI secolo, quando i conquistadores spagnoli impadronitisi del Perù e dell’immenso impero Inca, notarono che i capi delle tribù indigene godevano del privilegio di poter masticare le foglie di alcune piante, che in quelle regioni crescevano spontaneamente sotto forma di arbusti o di piccoli alberelli sempreverdi.
Erano le foglie della Erythroxylon Coca, la “pianta divina”, che ancora oggi, masticate a lungo, permettono di vincere la fame e la sete e di far affrontare gravi fatiche.

L’uso delle foglie di coca si suppone risalga, in realtà a prima del 1400: recenti scoperte archeologiche hanno portato alla luce preziose statuine d’oro appartenenti a popoli sud-americani, che descrivono varie fasi della raccolta e della lavorazione della pianta.
Anche se gli Incas non furono i primi ad usare la coca, tuttavia sono responsabili dell'espansione e della regolamentazione dell’uso in tutta l’America del Sud.

L’Occidente conobbe la coca soltanto dopo la caduta dell’impero incaico: fu Pedro Cieza de Leon, uno spagnolo che aveva partecipato alle campagne di conquista dell’Impero degli Incas, che nella Cronaca del Perù ha descritto diffusamente per primo la pianta della coca e le modalità d’uso, senza peraltro credere agli effetti vantati.

I conquistadores spagnoli di fronte ai diversi e spesso contrastanti aspetti dell’uso della coca hanno avuto un atteggiamento alterno, ora incoraggiandone, ora proibendone l'uso.
Nel 1567 il Tribunale dell’Inquisizione, che si era riunito a Lima, allarmato per i pericoli che l’abuso poteva provocare, vietò il suo utilizzo considerandola “sostanza senza utilità, capace soltanto di favorire le superstizioni e i contatti con il diavolo”.

La vera e propria diffusione della coca in Europa è incominciata solo alla fine del XVIII secolo: nel 1793 un medico proponeva che le foglie fossero regolarmente distribuite ai marinai, durante i lunghi viaggi intercontinentali.
Tuttavia il suggerimento non trovò largo consenso. Al contrario, considerata come tradizione l'abitudine a bere degli stessi, venne introdotto un liquido di rapida assunzione e di effetto ben più immediato.
Un americano di Atlanta mise in commercio, nel 1885 il “French Wine Coca”, una nuova bevanda.
Essendo egli un farmacista, vendeva il suo ritrovato come un rimedio per il mal di testa oltre a vantarne gli effetti stimolanti, in quanto il più importante principio attivo, conteneva coca.
Nel 1886 eliminò dal prodotto l’alcool, aggiungendo estratto di Noce Kola (che contiene caffeina), oltre ad oli di agrumi per migliorare il gusto. Il nome del nuovo prodotto fu Coca-Cola. Nel 1881 un altro farmacista acquistò tutti i diritti della Coca-Cola e l’anno dopo fondò la società omonima.
La produzione continuò fino al 1903, quando, in seguito alle pressioni del governo, la composizione dovette essere modificata, escludendo la cocaina. La coca fa tuttora parte della bevanda, ma è decocainizzata prima del suo impiego da un’industria specializzata sotto controllo del governo federale americano. Gli effetti tonico-nervini da allora sono quindi prodotti dalla caffeina contenuta nella cola.

Struttura
Effetti
Meccanismo d'azione
Interazione alcol-cocaina