Introduzione[1]


Gli anestetici locali rientrano in una classe farmacologica eterogenea e sono accomunati da un analogo meccanismo d'azione basato sull'interruzione transitoria e reversibile della conduzione nervosa in corrispondenza del sito in cui vengono applicati.
Essi hanno lo straordinario effetto di “addormentare” una parte del corpo senza provocare la perdita di coscienza causata invece dall’anestesia generale.
Svolgono l’azione di bloccare i canali del sodio presenti su tutte le membrane delle cellule eccitabili, il che spiega la loro efficacia terapeutica come anestetici ma anche i loro possibili effetti collaterali sul sistema nervoso centrale e sul cuore. La potenza anestetica è direttamente collegata e dipendente dalla liposolubilità del farmaco dalla quale a sua volta dipende la capacità di attraversamento delle membrane da parte dello stesso.
Le svariate possibilità cliniche di utilizzo sono correlate alle proprietà chimico-fisiche delle molecole di anestetico; la prima grande suddivisione effettuabile è in relazione alla loro struttura chimica:
  • Amino-esteri quali procaina, clorprocaina, tetracaina;
  • Amino-amidi quali lidocaina, mepivacaina, prilocaina, bupivacaina, etidocaina, ropivacaina;
Sempre in relazione alla struttura chimica, si distingue all'interno della molecola: un nucleo aromatico con caratteristiche lipofile e quindi idrofobe; una parte idrofila, costituita da un gruppo amminico secondario o terziario. Queste due porzioni sono legate da una catena intermedia.

Sia gli anestetici appartenenti all’una che all’altra classe vengono ulteriormente suddivisi in base alla loro durata d’azione:
  • Anestetici a breve durata d'azione;
  • Anestetici con durata intermedia;
  • Anestetici a lunga durata d'azione;
L'anestetico locale, una volta somministrato, passa in circolo per essere distribuito in un particolare distretto, secondo due fasi. In una prima fase, il farmaco viene attratto dagli organi maggiormente vascolarizzati, come SNC,cuore, polmoni e fegato. In una seconda fase, si ha la distribuzione negli organi bersaglio.
Dopo aver esplicato la loro azione, gli anestetici locali devono essere degradati per permetterne l'eliminazione.
La degradazione, però, dipende dalla natura chimica del farmaco. Se si tratta di ammidi, questa avviene a livello epatico per ossidazione o coniugazione con acido glucuronico. Successivamente, si ha l'eliminazione con la bile. Se, invece, si tratta di esteri, essi inibiscono il meccanismo di eliminazione attraverso le colinesterasi del plasma.
Tra le più importanti proprietà chimico-fisiche che determinano l'assorbimento di un anestetico locale si hanno:

Legame proteico
Liposolubilità
pKa



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