Sistema Nervoso Centrale

La gravità dei sintomi dipende dalla concentrazione plasmatica dell'anestetico locale.
Proporzionalmente alla concentrazione plasmatica del farmaco compaiono i seguenti sintomi:

Concentrazione plasmatica (µg/ml) Sintomi
3-7
  • Intorpidimento della lingua
  • Tinnito
  • Tremore delle sopracciglia
  • Linguaggio incoerente
>10
  • Tremori
  • Perdita di coscienza
  • Convulsioni

Sebbene a basse concentrazioni plasmatiche gli anestetici locali hanno proprietà anticonvulsivanti, ad elevate concentrazioni plasmatiche possono provocare l'effetto contrario, ossia scatenare convulsioni nel paziente. Ciò è dovuto al blocco selettivo dei neuroni inibitori centrali con conseguente eccitazione del sistema nervoso centrale.
A concentrazioni ancora più elevate (>10 µg/ml) si ha depressione generalizzata di quest'ultimo e dei centri cardiorespiratori.



Sistema cardiovascolare[22]

Il sistema cardiovascolare è molto più resistente agli effetti tossici degli anestetici locali rispetto al S.N.C. Lidocaina e mepivacaina hanno un effetto miocardio-depressivo e vasodilatatorio solo a dosi elevate.
La bupivacaina ha un minor margine di sicurezza (rapporto tra la dose necessaria a produrre un collasso cardiovascolare e quella necessaria a produrre convulsioni) per la sua elevata capacità di produrre aritmie (azione aritmogena 16 volte superiore di quella della lidocaina).
Fra gli effetti tossici sul sistema cardiovascolare che più frequentemente si possono osservare, citiamo:
  • Depressione miocardica e vasodilatazione
  • Aritmie cardiache
  • Diminuzione della pressione arteriosa
  • Collasso cardiocircolatorio
I fattori che possono aggravare o aumentare la cardiotossicità degli anestetici locali sono:
  • Gravidanza
  • Ipossia miocardica
  • Acidosi (che aumenta la captazione cellulare a livello polmonare, renale, epatico e cardiaco)
  • Somministrazione dei vasocostrittori
  • Iperkaliemia
  • Iponatriemia
  • Somministrazione di farmaci che diminuiscono la conduzione elettrica cardiaca (antiaritmici di classe I, calcio e beta-bloccanti)



Apparato respiratorio[23]

Le reazioni allergiche agli anestetici locali possono essere di 2 tipi:
  1. verso l’anestetico
  2. verso gli additivi
Allergie verso l’anestetico sono molto rare per quelli che vengono classificati come amino-amidi, più frequenti per quelli di tipo estereo.
Nel secondo caso possono provocare le allergie solfiti impiegati come antiossidanti o parabeni, presenti come batteriostatici (ora non più utilizzati).

Se si sospetta un'eventuale reazione allergica si può preventivamente ricorrere ai seguenti test:

Provocazione sottocutanea: dopo la somministrazione di un allergene per via sottocutanea il paziente segnala i propri sintomi: la comparsa di sintomi spiacevoli è indice di positività del test.
Si somministrano quindi gli stessi antigeni a dose differente, ridotta fino a che i sintomi non scompaiono: tale dose è detta di neutralizzazione.
Il farmaco però non deve essere somministrato per via intradermica, perchè in questo caso si hanno falsi positivi nell'8- 18% dei casi.

Test di degranulazione basofila: i basofili sono un particolare tipo di globuli bianchi, presenti in piccola percentuale nel sangue, che svolgono un ruolo importante nello sviluppo delle allergie.
Quando i basofili vengono a contatto con anticorpi (prodotti dalla presenza di un allergene) essi liberano dai loro granuli intercellulari (da cui il nome di degranulazione) determinati mediatori chimici (la principale è l'istamina) responsabili delle manifestazioni allergiche.

Esame sierologico RAST: viene prelevata una quantità di sangue nella quale si dosano gli anticorpi specifici, diretti contro le sostanze "presunte allergizzanti".
Tale test però, oltre ad essere costoso, richiede del tempo e non è possibile applicarlo per tutti gli anestetici locali.