Biosintesi dell'Anandamide

bibliografia [14], [35], [36]
Via biosintetica 1
Via Biosintetica 2

L’AEA conosce una doppia via biosintetica:
- una mediata da una N-aciltransferasi e una fosfodiesterasi;
- l’altra consistente nella condensazione dell’acido arachidonico con l’etanolamina.


Via Biosintetica 1
La maggior parte di AEA presente nei tessuti deriva dalla via biosintetica che inizia con l’ N-acilazione di fosfatidiletanolamine utilizzando la posizione sn-1 dei fosfolipidi (fosfatidilcoline e fosfatidiletanolamine) come donatore dell’acido arachidonico (AA).

Questa reazione e catalizzata da una trans-acilasi Ca2+-dipendente e sembra rappresentare il passaggio limitante della biosintesi.

Si ha la formazione di N-arachidonil fosfatidiletanolamina (NArPE), seguita quindi da idrolisi catalizzata da una fosfolipasi D (PLD) selettiva, in seguito ad un rialzo dei livelli di calcio intracellulari e/o all’attivazione di particolari recettori.

via via

Via Biosintetica 2
Nella seconda via, la reazione biosintetica e catalizzata da una specifica amide idrolasi, la FAAH, in grado di lavorare all’inverso in caso di alti livelli di acido arachidonico ed etanolamina, evento poco probabile all’interno della cellula e quindi dal basso significato fisiologico.



Come viene descritto successivamente la FAAH tipicamente lavora nel verso opposto. L’AEA viene idrolizzata nei tessuti e nelle cellule attraverso l’azione della FAAH che la degrada ad acido arachidonico ed etanolamina. La FAAH e un enzima di membrana abbondante in tutto il cervello con una buona correlazione con la distribuzione del recettore CB1.




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