Carcinogenesi[12]

Nell’uomo la TCDD è forse il più potente promotore tumorale noto, non agisce cioè direttamente come sostanza cancerogena, ma favorisce la progressione tumorale una volta che la cellula sia stata a contatto con dosi subcancerogene di un cancerogeno vero. Il carcinoma della mammella, anche se sono ancora presenti dati contrastanti, sembra essere uno dei tumori favoriti dal TCDD il quale si è dimostrato in grado di incrementarne il numero dopo induzione, nell’animale, con DMBA. Si pensa che una possibilità sia che questa diossina sia in grado di incrementare la sensibilità della mammella ai mutageni.
Il meccanismo di induzione della cancerogenesi di molti composti ad azione estrogenica (e degli stessi estrogeni) potrebbe essere epigenetico, queste sostanze potrebbero agire cioè alterando il pattern di metilazione/demetilazione del DNA, modificando in questo modo l’espressione genica dei geni coinvolti nella regolazione della proliferazione cellulare.
La diossina non provoca la mutazione, ma se questa interviene la amplifica.
La cancerogenesi da TCDD è un processo complesso, che varia a seconda della dose, dell’organo bersaglio, della miscela di diossine, dalla via si somministrazione.





La diossina è anche in grado di causare una forte deplezione epatica di vitamina A, provocandone una rapida escrezione nelle feci e nelle urine, vitamina anch’essa coinvolta nei processi di differenziazione cellulare. Molti degli effetti di intossicazione da diossina sono infatti sovrapponibili a quelli da ipovitaminosi A: xeroftalmia, ritardo nell’accrescimento, cheratosi, lesioni epiteliali, immunosoppressione, ipofertilità e problemi teratologici.