Endometriosi [12][19]

L’endometriosi è un problema ginecologico comune di eziologia sconosciuta che interessa circa il 10-15% delle donne in età riproduttiva e il 50% delle donne non fertili. Essa si instaura quando frammenti di tessuto endometriale si impiantano fuori della cavità uterina. Gli innesti si sviluppano nel peritoneo, ma anche vicino alle ovaie, sulle tube di Falloppio, sulla cervice, nella vagina, nella vescica, sui legamenti uterosacrali, sull’intestino e molto raramente in regioni lontane, come i polmoni, le braccia o le cosce. Questi tessuti ectopici rispondono ogni mese alla normale azione ormonale come farebbero nel tessuto uterino, ispessendosi, sfaldandosi e sanguinando. I prodotti di questa azione, non potendo essere allontanati naturalmente, restano in loco, risultando responsabili di aggregati ematici, di formazioni cistiche e trombi. Appena il ciclo si ripete queste lesioni possono accrescersi e svilupparsi al punto da causare ostruzioni o adesioni con organi vicini, infiammazioni e contribuendo all’infertilità. Non causano degenerazione tumorale.


L’estrogeno dipendenza e la modulazione immunitaria sono le caratteristiche principali di questa malattia e recentemente è stato dimostrato che i contaminanti ambientali giocano un ruolo nella patobiologia della malattia. Studi su primati non umani hanno dimostrato che l’esposizione alla 2,3,7,8-tetraclorodibenzo-p-diossina (TCCD) è associata con un incremento della prevalenza e della gravità della malattia. Ulteriori esperimenti su animali e roditori hanno portato alle medesime evidenze. Più controversi sono i risultati degli studi sugli esseri umani, alcuni dei quali confermano mentre altri smentiscono l’associazione. Tuttavia si può osservare che l’endometrio di animali e di esseri umani costituisce un tessuto bersaglio per l’azione della diossina.
Uno dei possibili meccanismi attraverso i quali le diossine possono causare endometriosi è attraverso lo stimolo ad una produzione inappropriata di estrogeni nell’endometrio. Le cellule endometriotiche mostrano un aumento nell’espressione dell’enzima aromatasi P-450, che porta ad una sintesi de novo degli estrogeni[20]. Inoltre è stata osservata la regressione di endometriosi dopo trattamento con un inibitore dell’aromatasi in una donna con una grave malattia post-menopausa resistente ai tradizionali trattamenti[21]. Questi risultati portano ad ipotizzare che le diossine possano promuovere l’endometriosi attraverso l’induzione dell’espressione dell’isoenzima P-450 che conduce all’aumento della produzione di catecolo estrogeni.
Oltre agli effetti dovuti alla produzione localizzata di estrogeni, le diossine possono anche indurre infiammazione e ciò può giocare un importante ruolo nella patogenesi dell’endometriosi. La normale crescita endometriale uterina è regolata da ormoni sessuali insieme a mediatori bioattivi prodotti dalle cellule immunitarie ed endocrine, tra i quali le citochine pro-infiammatorie. La disregolazione immunitaria è stata proposta come meccanismo che permette l’impianto e la crescita dell’endometrio ectopico. I mediatori dell’infiammazione e i loro prodotti metabolici sono infatti potenti regolatori della proliferazione e della morte cellulare[22]. Viene così stabilita una connessione diretta tra l’infiammazione cronica e la carcinogenesi[23], mediante un meccanismo secondo cui l’infiammazione può portare alla proliferazione incontrollata del tessuto.