Darbepoietina-α

La darbepoietina-α è l'ultima forma di eritropoietina che nasce dalla ricerca delle caratteristiche strutturali dell'eritropoietina.
Al fine di sintetizzare una molecola con una maggiore attività biologica, consentendo una somministrazione meno frequente, la ricerca è stata inizialmente orientata a chiarire i fattori e le caratteristiche strutturali che controllano l'attività in vivo dell'EPO. Venne dimostrato che l'acido sialico contenuto nei carboidrati della darbepoietina influenza l'emivita del farmaco e l'attività in vivo, oltre ad essere correlato in modo inversamente proporzionale con l'affinità di legame verso il recettore del farmaco. In un recente documento si è stabilito che la clearance sierica ha una maggiore influenza sull'attività in vivo di quanto non faccia l'affinità di legame con il recettore.
Queste osservazioni portarono all'ipotesi che un aumento del contenuto di carboidrati nel'EPO potrebbe condurre a molecole con un'emivita maggiore e un'attività biologica migliore. La darbepoietina venne sviluppata al fine di testare questa ipotesi.
Vennero, quindi, introdotte due molecole di acido sialico in più rispetto all'rHuEPO e all'ormone endogeno. La dabepoietina è biochimicamente distinta dall'rHuEPO avendo un peso molacolare maggiore e una maggiore carica negativa a causa dell'aumento di acido sialico. La darbepoietina si lega allo stesso recettore e ha lo stesso meccanismo d'azione dell'EPO.
Ad oggi la darbepoietina-α è nota come Aranesp. La maggiore differenza farmacocinetiche tra darbepoietina-α e rHuEPO è un prolungamento dell'emivita da 8,4 a 25,3 ore quando somministrato in endovenosa e da 19,4 a 48,0 ore quando somministrata sotto cute. Questo permette effetti farmacodinamici equivalenti a quelli dell'rHuEPO dopo somministrazioni meno frequenti. Una delle più importanti differenze fra una convenzionale terapia con rHuEPO è che l'efficacia della darbepoietina somministrata per via endovenosa e sottoutanea sembra molto simile, mentre per l'rHuEPO, le dosi richieste per una somministrazione sottocutanea sono minori rispetto quelle richieste per un uso intravenoso. Questo fenomeno potrebbe essere spiegato dall'incremento dell'emivita della darbepoietina rispetto all'rHuEPO-α e β. Il profilo di tollerabilità dela darbepoietina è simile a quello dell'rHuEPO-α. La sequenza di aminoacidi della darbepoietina differisce da quella dell'EPO endogena per cui è teoricamente possibile che possa essere immunogenica. L'immunogenicità è un potenziale problema di tutte l' rHuEPO.
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