L'anilina e il progredire della sintesi organica

Sir William Henry Perkin (1838, 1907)

Per quanto riguarda invece le lacche lo sviluppo sintetico fu enorme e permise di ottenere pigmenti delle più svariate tonalità senza dover estrarre il colorante da fonti di tipo animale o vegetale. La svolta in questa direzione viene data da William Perkin studente del Royal College of Chemistry che nel 1856 all’età di diciotto anni ottenne dal catrame di carbone un composto che dissolto dava una soluzione di colore violaceo. Egli senza volerlo ottenne un prodotto dell’ossidazione dell’anilina. Questa scoperta spinse molti altri chimici a sintetizzare altri pigmenti basati sulla distillazione del catrame di carbone dando luogo alla fondazione di molte delle odierne compagnie chimiche e farmaceutiche [11].

Due anni dopo la scoperta di Perkin, Natanson introdusse il colorante rosso porpora o Magenta di tipo anilinico (composto dalla molecola chiamata fucsina). La sintesi più importante per il colore rosso fu quella di Gräber e Liebermann nel 1868, si trattava infatti della sintesi dell’alizarina (1,2-diidrossiantrachinone), componente fondamentale del rosso di garanza, dando vita alla sua sostituzione fino ad allora ottenuta dalla radice della Rubia Tinctorum. Date le nuove tecniche era possibile sintetizzare nuove molecole organiche che potevano sostituire moltissimi dei pigmenti di derivazione animale e vegetale [16], come il carminio artificiale derivato dalla fusione dell’acido carminico in KOH da parte di Hlasiwetz e Grabowski nel 1867.