I pigmenti artificiali

Il vasto utilizzo di questi pigmenti rossi derivanti da minerali condusse a metodi di ottenimento artificiali. Il primo pigmento ottenuto non per diretta estrazione del minerale fu l’ocra rossa derivata dalla deidrossilazione dell’ocra gialla, processo del quale fa riferimento Plinio [1]. Fino all’VIII secolo d.C. in Occidente il pigmento cinabro veniva estratto dal minerale omonimo, il processo di preparazione venne introdotto da Geber, un alchimista arabo. Il prodotto artificiale non veniva più chiamato cinabro ma vermiglione. Nel Medioevo vennero introdotti i processi per l’ottenimento del minio e del realgar dato l’utilizzo di entrambi nelle miniature. Il minio veniva ottenuto dalla calcinazione della cerussa (PbCO3) o della biacca (2PbCO3 Pb(OH)2); il processo è descritto in De coloribus faciendis di Pietro S. Audemar del XIII secolo nel quale ci si riferisce a colori e intensità diverse a seconda di quanto si lasciava la cerussa sul fuoco. Il processo artificiale per l’ottenimento del realgar venne anch’esso introdotto dagli arabi in Occidente dai quali deriva anche in nome, e si trattava di fondere lo zolfo con un eccesso di arsenico. In realtà questo pigmento venne scarsamente utilizzato in pittura anche a causa della sua tossicità e alterabilità, lo si ritrova soprattutto come antisettico nelle tempere a base di materie proteiche, come descritto in De arte illuminandi nel XIV secolo [1].