Introduzione della lacca di cocciniglia e della porpora di Cassius

esempio di pittura ad olio, Jan Van Eyck, ''i coniugi Arnolfini'', 1434

Il perfezionamento della pittura ad olio fece molto incrementare l’utilizzo delle lacche (XV-XVI secolo) con grande utilizzo della lacca di garanza da parte dei pittori fiamminghi, e soprattutto di Van Eyck che utilizzava la lacca pura senza miscelarla ad altri pigmenti.

Un'importante innovazione avvenne negli stessi secoli con la scomparsa nella pittura europea della lacca di kermes, rimpiazzata con quella di cocciniglia oggi nota come “lacca di Vienna” o “lacca di Parigi” che venne scoperta in Messico e portata in occidente nella prima metà del ‘500 [1]. Questa lacca era composta principalmente da acido carminico e in minima parte acido chermesico, acido flavochermesico e acido laccaico [9] [14]; il colorante derivava dall’insetto Dactylopius coccus e per ottenere la lacca veniva mordenzato con sali di metalli di transizione con i quali si ottenevano tonalità differenti di pigmento rosso. Il più utilizzato era l’allume che dava un colore cremisi, si usavano sali di stagno per il rosso scarlatto, ferro e cromo per il porpora, e il rame per ottenere un colore di tonalità bordeaux [e].
esempio di arte vetraia

Infine possiamo citare la scoperta della porpora di Cassius, avvenuta ad opera di un medico di Amburgo. Si tratta di un colore rosso-violaceo che si ottiene mescolando una soluzione di oro con ossido stannoso, oppure dalla combinazione di ossido ferroso e ossido di stagno. Questo colore diventa difficilmente alterabile se fissato sulla silice e viene utilizzato infatti nell’arte vetraia e della ceramica [1].