Il XX secolo e i colori moderni

sedia rossa in plastica, oggetto di design

L’innovazione nella chimica del colore lungo tutto il XX secolo ha portato ad uno spettro di colori nuovi. Il loro impiego principale è nella stampa commerciale, nelle plastiche e nelle pitture. Tra le migliaia di nuovi coloranti organici, però, solo pochi, inclusi le ftalocianine, gli ansa e i chinacridoni, sono abbastanza persistenti alla luce da poter essere usati nei colori artistici. Questi pigmenti sono detti “colori moderni” [16]. I derivati dei chinacridoni portano a pigmenti di tonalità dal rosso al violetto tra cui il color magenta permanente [11]. Un altro pigmento di nuova generazione che possiede diverse varietà di tonalità (dal giallo al rosso a seconda dei sostituenti) è l’indaco-tiazina che nella sua forma clorurata assume una colorazione rossa [19].

Alcuni esempi di pigmenti di nuova generazione si possono trovare in studi di quadri di arte moderna, come lo studio sui nuovi pigmenti organici utilizzati da Patrick Caulfield (1936-2005) Ferrari 360 Modena, 1999 prendendo in analisi il quadro Interior with a picture [20]. Sono stai riscontrati tre tipologie di rossi utilizzati: un ossido di ferro sintetico, un azo pigmento che non è stato possibile identificare e una p-amminobenzammide diazotata insieme al 3-idrossi-2-nafto-o-fenetide.

Una spinta verso l’ampliamento delle tonalità di pigmenti inorganici fu l’industria dell’automobile che richiedeva pigmenti che fossero in grado di non degradarsi o di alterarsi all’esposizione a condizioni atmosferiche estreme [11].