L'era preistorica

I pigmenti rossi protagonisti dell’era preistorica erano ciò che allora l’uomo riusciva a trovare in natura e nelle vicinanze dei luoghi di stazionamento; si trattava dunque principalmente di terre rosse. La comune terra rossa era conosciuta come pigmento già dall’uomo di Neanderthal e di Crô-Magnon [1]. Si tratta dello sesquiossido di ferro anidro (comunemente chiamato ematite) che veniva ricavato dal riscaldamento dell’Ochros, ovvero del pigmento giallo (ossido ferrico monoidrato), dal quale deriva il nome di ocra rossa, oppure si trovava naturalmente in zone vulcaniche dove l’attività termica è tale da causare la deidrossilazione dell’ocra gialla.

Le rappresentazioni trovate in caverne ad Altamira (Spagna) e ad Avignone (Francia) sono attribuibili al 30.000 a.C. e sono un ottimo esempio di primi utilizzi dell’ocra rossa [11].