Il cinabro: dalla Cina all'Impero Romano

affreschi a Pompei

I primi ad utilizzare invece il minerale cinabro (solfuro di mercurio) furono i cinesi che lo consideravano uno dei più importanti materiali dell’arte pittorica. In Occidente questo pigmento sembra essere arrivato solo nel VI secolo a.C. Sono interessanti le parole di Teofrasto che nel IV secolo descrive le procedure di ottenimento del pigmento rosso dal minerale cinabro. Man mano che i vari pigmenti vennero utilizzati nelle opere d’arte, alcuni accorgimenti vennero presi a fronte di problemi di conservazione del colore, come nel caso del cinabro che anneriva se utilizzato in affresco (con la calce forma CaHgS2) o esposto a fenomeni atmosferici e alla luce. Per ovviare a questo problema, Vitruvio (I secolo a.C.) suggeriva di passare sull’affresco asciutto della cera punica fusa con un po’ d’olio, in questo modo le sostanze grasse neutralizzavano la causticità della calce impedendo l’alterazione del colore [1]. I romani ottenevano il minerale dalle miniere di Almaden in Spagna, il suo utilizzo è stato riscontrato nelle decorazioni di alcuni edifici di Pompei, su alcune statue e si pensa fosse utilizzato come una specie di rossetto dalle donne romane [11].