Lacche e stoffe

L’estrazione di materiale colorante da fonti di tipo animale e vegetale era molto frequente già nell’antichità; le prime tracce dell’uso del colorante garanza estratto dalle radici della robbia (Rubia Tinctorum) risalgono al 3000 a.C. ma veniva utilizzato per colorare le stoffe [1]. Nel secondo millennio a.C. si producevano in Medio Oriente stoffe scarlatte tinte probabilmente con un colorante derivante dall’insetto Coccus Ilicis dal quale si estraeva il rosso kermes. Questi coloranti erano utilizzati prevalentemente per tingere le stoffe, il loro utilizzo in pittura viene accennato da Vitruvio nel I secolo a.C. (lacca di garanza) [1].
Un altro colorante rosso utilizzato per tingere le stoffe era il verzino che veniva ricavato dal legno di alcune piante presenti in Oriente e soprattutto in India. Per utilizzare il colorante venivano usati mordenti come l’allume per fissare il colore alle stoffe, si utilizzava dunque sottoforma di lacca. Riferimenti al verzino si trovano nel milione di Marco Polo in relazione ai suoi ricordi del viaggio nelle Indie (XIII secolo) [1].