Tecniche di Analisi

Introduzione

Principali tecniche di analisi

INTRODUZIONE

Le tecniche di analisi di opere storiche e artistiche è essenziale per comprendere il carattere e la storia delle opere prese in considerazione. Grazie infatti alla moltitudine di tecniche è possibile scegliere le più appropriate a seconda dei casi. Tra i vari materiali utilizzati in diverse forme pittoriche i pigmenti danno probabilmente le informazioni più importanti in quanto, attraverso la storia, i pigmenti sono cambiati in composizione, qualità, sorgente e utilizzo [14].

La caratterizzazione chimica dei pigmenti è dunque un passaggio fondamentale in diversi ambiti [14]:

- scopi di restauro

- distinguere opere falsificate dalle originali e datarle

- riparare zone danneggiate

- riempire porzioni andate perse

- in alcuni casi anche per capire se due passaggi sulla stessa opera derivano dalla stessa mano o si hanno caratteri distintivi differenti dal lavoro iniziale.

Restauro di ''ritratto d'uomo'', Antonello da Messina, 1476

Molti problemi sono sorti nella conservazione delle lacche a causa dello sbiadire dei colori dovuto all’esposizione alla luce e al cambiamento di pH. Al fine di identificare le lacche utilizzate ci si può soffermare sull’analisi del componente colorante principale, in quanto fornisce informazioni sufficienti all’identificazione [14].

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PRINCIPALI TECNICHE DI ANALISI

I pigmenti inorganici vengono spesso identificati tramite tecniche non invasive, ovvero senza la necessità di prelevare un campione dalle opere d'arte. Vengono utilizzate principalmente le tecniche di spettroscopia vibrazionale come il Raman, il Micro-Raman, l'IR. Tra queste la tecnica che viene maggiormente utilizzata è il Micro-Raman in quanto ha una maggiore risoluzione spaziale e una buona risoluzione spettrale [14].

Per quanto riguarda le lacche e i pigmenti organici sono disponibili diverse tecniche di identificazione. Dato che molte lacche ricavate dagli estratti di insetti o piante contengono più di un elemento colorante, sono necessari dei metodi di separazione che però richiedono il prelievo di un campione dalla superficie pittorica. Le tecniche di separazione maggiormente utilizzate sono la cromatografia su strato sottile (TLC), la cromatografia liquida ad alta pressione (HPLC), la gascromatogafia assisitita termicamente con idrolisi e metilazione e la spettrometria di massa accoppiata a gascromatografia e pirolisi (Py-GC-MS) [14].

Le tecniche di identificazione utilizzate sono: la voltammetria differenziale pulsata con elettrodo solido o elettrodo al mercurio, il Raman SERRS, la spettrofotometria infrarossa, micro-Raman e spettrometria di massa con ionizzazione a elettrospray.
Una tecnica utilizzata per il riconoscimento delle lacche nelle opere pittoriche è l'analisi cromatografica elettrocinetica micellare (MECK). Viene riportata l'analisi MECK di un'opera appartenente al museo diocesano delle arti sacre di Bilbao che si ritiene appartenere al XVII secolo d.C., dove viene identificata la lacca di garanza dalla presenza di alizarina, porporina e quinizarina [14].

analisi MECK di un'opera del XVII secolo

Recentemente si utilizza la separazione dei coloranti in alimenti effettuata tramite elettroforesi capillare (CE), soprattutto per l'acido carminico, ma non si sono trovate applicazioni nell'analisi di opere pittoriche [14].

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