STOCCAGGIO DI H2
L'idrogeno è una fonte secondaria di energia di notevole interesse in quanto può facilmente fornire grandi quantità di energia reagendo con l'ossigeno dando come sottoprodotto semplicemente acqua. Sfortunatamente al momento non ci sono metodi di produzione dell'H2 economicamente sfruttabili in quanto richiedono tutti grandi quantità di energia e consumano irremediabilmente i materiali di partenza. Inoltre le tecnologie per lo sfruttamento dell'idrogeno come combustibile (fuel cell) sono troppo costose ed ancora poco efficenti e i metodi di stoccaggio utilizzati sono poco sicuri ed energeticamente sfavorevoli in quanto richiedono grandi pressioni o basse temperature.
Proprio per ovviare ai problemi di stoccaggio è stata prospettata una via alternativa che sfrutta la CO2 come carrier (figura)[16]
ovvero sfruttando la riduzione fotocatalitica dell'anidride carbonica con idrogeno per dare acido formico. Le caratteristiche che rendono l'acido formico idoneo per lo stoccaggio sono principalmente le sue proprietà fisiche come ad esempio il fatto che sia un liquido a temperatura ambiente con una densità di 1.22 gcm-3. Di contro c'è la sua natura corrosiva che richiede l'uso di contenitori in materiali particolari e la bassa capacità (4.3% p/p) rispetto ai metodi convenzionalmente usati.
Tutto ciò si prospetta essenzialmente come un ipotetico scenario futuro in quanto allo stato attuale delle cose non esiste un processo di fotocatalisi della CO2 industrialmente sfruttabile, mentre i processi di decomposizione dell'acido formico sono relativamente ancora poco studiati. Resta comunque il fatto che la necessità dell'emancipazione dalle risorse energetiche fossili per ridurre l'impatto dell'uomo sull'ambiente, porterà un significativo incremento dell'interesse per lo sviluppo di questa tecnica, le cui potenzialità sono decisamente importanti.


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