Leggi e linee guida[18]

L’Agenzia per la Ricerca sul Cancro (IARC)[10] ha classificato, fino ad ora, 48 IPA in funzione della loro capacità di fungere da induttori tumorali; di questi riportiamo la classificazione dei composti che più frequentemente si ritrovano nell’aria:


Benzo[a]pirene 2A
Benzo[a]antracene 2A
Dibenzo[ah]antracene 2A
Benzo[b]fluorantene 2b
5-metil-crisene 2b
Dibenzo[a,h]acridine 2b
Dibenzo[a,i]pirene 2b
Benzo[ghi]perilene 3

2A: Probabilmente cancerogeno per l’uomo; 2B: possibile cancerogeno
sull’uomo; 3: Non classificabile come cancerogeno per l’uomo.

Il Decreto Ministeriale del 25/11/1994 fissa come obiettivo di qualità per gli IPA il valore giornaliero medio annuale di 1 ng/mc in riferimento al benzo(a)pirene. In effetti il BaP si ritiene al momento il più tossico fra gli IPA comuni ed anche se è rinvenuto a concentrazioni modeste, è quello che contribuisce maggiormente alla tossicità totale. Il BaP viene quindi utilizzato come una misura surrogata ed il suo valore di concentrazione è preso come termine fondamentale di riferimento per valutare la qualità dell’aria. Per quanto riguarda l’igiene occupazionale, in genere l’ACGIH (American Conference of Governmental Industrial Hygienists) non indica alcun valore limite specifico inerente i singoli IPA. Solamente nel caso di benzo(a)pirene, benzo(a)antracene, benzo(b)fluoroantene e crisene specifica chiaramente che l’esposizione in tutti i casi dovrebbe essere attentamente controllata per mantenere i livelli più bassi possibili. I prodotti volatili del catrame e della pece di carbone hanno come TLV-TWA 0,2 mg/mc. L’Occupational Safety and Health Administration (OSHA) ha stabilito un limite di 0,2 mg di IPA per metro cubo di aria. Il National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH) raccomanda che i livelli nell’aria dei prodotti volatili del catrame si inferiore a 0,1 mg/mc per un giorno lavorativo di 10 ore nell’ambito di 40 ore settimanali di lavoro.


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