L'ossidazione chimica

L’ossidazione chimica[19] è emersa come metodo di trattamento di contaminazioni da composti organici a partire dagli anni ’90. Numerosi composti organici possono infatti essere rapidamente e completamente mineralizzati in presenza di opportune condizioni ossidanti, o quantomeno essere degradati parzialmente in composti più semplici, successivamente trattabili con tecniche di bioremediation. I reagenti tipicamente impiegati per l’ossidazione chimica in situ dei contaminanti organici sono:

OSSIDANTE FORMULA POTENZIALE(V) FORMA
Perossido di idrogeno H2O2 1,78 Liquido
Reattivo di Fenton Fe2++ H2O2 + H+ 2,80 Liquido
Permanganato KMnO4 o NaMnO4 1,68 Liquido
Persolfato KSO8 o NaSO8 2,01 Liquido
Ozono O3 2,42 Gassoso

Le molecole inquinanti vengono decomposte a molecole piùsemplici, fino ad anidride carbonica (CO2) ed acqua (H2O) (ossidazione completa).
Si possono amche utilizzare processi di ossidazione avanzata (AOPs), che sfruttano la combinazioni di reattivi per favorire la formazione di radicali fortemente reattivi:

La scelta dell'ossidante deve tener conto di alcuni fattori:


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