Particolato
Il particolato viene considerato come l'inquinante di maggiore impatto nelle aree urbane, ed è composto da tutte quelle particelle solide e liquide disperse nell'atmosfera, con un diametro che va da pochi nanometri fino ai 500 micron e oltre[15].
In presenza di radiazione solare l’ozono, gli ossidi d’azoto e i composti organici volatili reagiscono tra loro e producono, oltre agli altri inquinanti secondari (incluso lo stesso ozono), anche nano- e micro-particelle di natura essenzialmente carboniosa, che costituiscono il cosiddetto smog fotochimico. Ancor più della componente gassosa, le polveri sospese atmosferiche pervengono così a possedere una composizione chimica complessa, che comprende migliaia di inquinanti primari e secondari e dipende dalla natura delle sorgenti. Queste specie, a loro volta, hanno concentrazioni e proprietà chimiche, fisiche e biologiche assai diverse tra loro. Tre sono le classi di componenti del particolato sospeso: Lo studio della composizione del particolato sospeso atmosferico ha evidenziato che la gran parte della “frazione organica” è associata alle particelle più piccole, non superiori a 2 micron di diametro aerodinamico. Ad esse sono associati, in particolare, i gruppi di composti più tossici sul medio-lungo periodo, quali gli idrocarburi policiclici aromatici IPA (incluso il famoso benzo[a]pirene) e gli idrocarburi policiclici nitrati (Nitro-IPA).

Il particolato, in generale, viene definito anche come pulviscolo atmosferico e viene caratterizzato in base a quattro parametri [5]: 1. Il diametro aerodinamico di una particella viene definito come il diametro di un'ipotetica corrispondente sfera di densità uguale a 1 g/cm3 che viene trasportata con velocità x m/s. Di fatto il diametro aerodinamico viene calcolato secondo questa formula:
Da=DgK(d/d0)1/2 dove:

Da è il diametro aerodinamico
Dg è il diamtero geometrico
K è chiamato il fattore di forma della particella
d è la densità della particella
A seconda del diametro idrodinamico calcolato abbiamo la suddivisione del particolato in 3 grandi classi:
grossolane Da >2,5 micron
fini0,01< Da <2,5 micron
ultrafini Da <0,01 micron
Le particelle fini a loro volta si suddividono ancora in due sottocategorie:
1) media di accumulazione con 0,01< Da < 0,08 micron
2) nuclei di Aitken con 0,08< Da < 2,5 micron

2. La composizione del particolato carbonioso (in inglese PM=particulate matter) è simile alla struttura grafitica con anelli a 6 atomi di carbonio, anelli uniti da forze di dispersione. Si possono avere due ordini di struttura:

Inoltre la distanza tra i piani raggiunge i 3,5 Amstrong (3,5*10-10m) e spesso sono presenti delle molecole di ossigeno dovute ad una parziale ossidazione.


Torna su