Rosso Antimonio

Rosso Antimonio

Nomi Antichi
Cinabro di Antimonio
Il minerale da cui deriva il rosso di antimonio è la stibnite, un solfuro di antimonio. Sono suoi sinonimi antimonite e stibina. Il nome stibnite deriva da stibio, voce desueta per antimonio, e (antimo)nite.
L'origine è prevalentemente idrotermale. Ha paragenesi con orpimento, realgar, oro, berthierite, jamesonite, cinabro e arsenopirite. In natura si presenta in forma di sottili cristalli colonnari, in aggregati fibrosi o vetrosi come l'asbesto, o in granuli di aspetto fratturato o compatto. La varietà amorfa pulverulenta di colore rosso ciliegia, spesso scambiata per kermesite, prende il nome di metastibnite.
Cenni storici
I giapponesi usavano i cristalli enormi come tutori per i fiori, o per piccoli recinti intorno ai giardini. Al giorno d'oggi, ha un ruolo importante in molte leghe metalliche, nelle batterie elettriche, in pirotecnia, nell'industria sanitaria, tessile, della gomma e del vetro. Nel Medioevo era utilizzata per la fabbricazione di cosmetici e medicamenti.
Caratteristiche chimiche
formula chimica Sb2S3
colore grigio scuro, nero
lucentezza metallica
opacità opaca
sfaldatura perfetta secondo {010}
durezza 2 Mohs
densità 4,63 g/cm³
classificazione Strunz II/D.08-20
gruppo spaziale Pbnm
I piani di sfaldatura della stibnite hanno una forte lucentezza metallica. I cristalli sono abbastanza flessibili. La colorazione superficiale del minerale è blu scura. È solubile in HNO3 e HCl caldo; fonde facilmente al cannello. Dà origine ad una patina bianca su carbone in fiamma ossidante; annerisce in KOH.