Rosso Minio

Rosso Minio

Nomi Antichi
Cerussa Usta
Siricum
Stoppium
Stuoium
Si ottiene un colore rosso composto di ossido salino di piombo (Pb3O4) dalla calcinazione del bianco cerussa, o carbonato basico di piombo (2PbCO3 . Pb(OH)2). Si può arrivare allo stesso risultato mettendo in un forno al riverbero del massicot (PbO) polverizzato. E' alterabile e quindi, sebbene di grande impiego nell'antichità classica e medievale, non ha incontrato grande fortuna nella storia dei pigmenti rossi. In natura lo si ritrova spesso per alterazione della galena.
Cenni storici
Il termine "minium" era usato in epoca classica per indicare il rosso di piombo con l'aggiunta dell'attributo "secondarium". Si preferiva però indicarlo col termine "cerussa usta" o semplicemente "usta" per non confonderlo con il "minium" (cinabro); spesso veniva confuso il rosso di piombo ocn altri rossi, nella terminologia (con il cinabro, il realgar, etc).
Nel Medioevo il minio era un colore di largo impiego nelle decorazioni dei manoscritti. Nel X secolo compare col nome "siricum" (da non confondere con il "syricum" dei classici) nel Mappae Clavicula alla rubrica CXII.
Si trova ampiamente a Bleialf e Badenweiler, in Germania; a Mezica, in Slovenia e nelle Leadhills, bellissime colline scozzesi. In Italia si trova in masse di aspetto terroso su galena nella miniera di Reigraxius, a Domusnovas, in provincia di Cagliari; in laminette o patine dentro le cavità della miniera di Monteponi, ad Iglesias, in provincia di Cagliari; con un po' di fortuna è possibile trovare scarse patine terrose su calcare a Zuccarello, in provincia di Savona.

Caratteristiche chimiche
formula chimica 2PbO·PbO2
colore rosso brillante, tendente all'aranciato
lucentezza privo di lucentezza
opacitā non trasparente
sfaldatura perfetta secondo {100}
durezza 2-3 Mohs
densitā 8,2 g/cm³
classificazione Strunz IIV/B.06-50
gruppo spaziale P 41/mbc
Solubile in HCl, decomposto da HNO3. Differisce dal realgar e dal cinabro per maggiore densitā e colore pių intenso.