Varie tecnologie come la precipitazione, lo scambio ionico, la filtrazione a membrana e l'osmosi inversa sono state applicate per la rimozione di inquinanti dalle acque reflue [1,2].
Ad ogni modo, questi metodi si sono rivelati in alcun modo svantaggiosi, in quanto richiedono apparecchiature costose e/o un bisogno continuo di reagenti [3]. In più, alle volte i metodi sopra citati non riescono a soddisfare i requisiti dell'E.P.A. [4].

Considerando i limiti dei metodi tradizionali di rimozione dei metalli, l'alternativa più promettente sembra essere l'adsorbimento. Questo metodo è una tecnica dal buon rapporto costo-effetto e di facile applicazione per la rimozione di micro-inquinanti metallici dalle acque. Inoltre l'adsorbimento si è dimostrato essere superiore alle altre tecniche di riutilizzo dell'acqua in termini di costi iniziali, semplicità di progettazione, facilità di operazione e non suscettibilità a sostanze tossiche [5].

I carboni attivi sono l'adsorbente più comunemente utilizzato ed efficace [2,6,7]. Tuttavia, i suoi campi di applicazione sono ristretti a causa del suo alto costo. L'utilizzo di scarti dal basso costo e prodotti dall'agricoltura per produrre carboni attivi fornisce una soluzione economica a questo problema [8,9].
Comunque sia, la capacità adsorbitiva di carboni attivi non trattati nei confronti dei metalli pesanti è piuttosto bassa [10]. Per migliorare la capacità adsorbitiva per le specie metalliche, sono state attuate delle modificazioni di carboni attivi utilizzando agenti ossidanti, tra i quali possiamo ricordare HNO3, H2O e O3 [7,8,10-13].

Questi reagenti introducono gruppi ossigeno debolmente acidi attraverso l'ossidazione della superficie dell'adsorbente. I materiali carbonacei più utilizzati per la produzione industriale di carboni attivi sono carbone, legno e il guscio delle noci di cocco [14,15]. Questo tipo di precursori sono costosi e spesso importati, rendendo necessario per i paesi in via di sviluppo trovare un'alternativa economica e disponibile per la preparazione dei carboni attivi per il oro uso nell'industria, nella purificazione dell'acqua potabile e il trattamento delle acque reflue.

Negli ultimi anni diversi materiali di origine agricola ritenuti adatti, tra cui i noccioli di pesca [16], di dattero [17,18], i residui di polpa di mela dalla produzione del sidro [19], la buccia del riso [20], i gusci di pistacchio [15] e la saggina [21], sono stati sperimentati come precursori dei carboni attivi. Non altrettanta rilevanza è stata data al possibile utilizzo della sansa di olive [8,22]. L'utilizzo di questo materiale come precursore dei carboni attivi, produce non solo un utile adsorbenti per la purificazione di ambienti contaminati, ma contribuisce anche a minimizzare la quantità di rifiuti solidi.