DESORBIMENTO DELL'IDROGENO

MECCANISMI DI DESORBIMENTO

L’assorbimento ed il successivo desorbimento di idrogeno da parte di un composto intermetallico, dipende ovviamente dalla stabilità dell’idruro formato. Sono stati sviluppati alcuni modelli teorici per la valutazione della stabilità degli idruri intermetallici e della concentrazione di idrogeno che può essere da questi accumulata. Tali modelli prendono in considerazione il numero dei siti interstiziali caratteristico del composto esaminato e alcune assunzioni geometriche ed elettroniche, che portano a definire la distanza, il raggio atomico e la densità volumetrica teorica dell’idrogeno (che, in strutture BCC è stimata pari a 3.6 volte la densità dell’idrogeno liquido). Le condizioni, che promuovono il verificarsi di uno di questi due meccanismi (assorbimento e desorbimento), possono essere modificate attraverso sostituzione parziale degli elementi che costituiscono il lattice metallico. Infatti, esistono alcuni idruri metallici che sono in grado di assorbire e desorbire idrogeno a temperatura ambiente e in prossimità di pressione atmosferica. Per favorire il processo di desorbimento, come mostrato dalla reazione e come già accennato, deve essere fornito calore al sistema, quindi, se questa reazione viene effettuata al di sotto della temperatura esterna, il calore può essere rilasciato dall’ambiente; mentre in caso contrario, ovvero se la reazione di desorbimento è fatta avvenire a temperature superiori rispetto alla temperatura esterna, il calore necessario deve essere fornito da una sorgente esterna. A titolo esemplificativo, riportiamo che per un idruro stabile, come il MgH2, il calore necessario per promuovere il desorbimento di idrogeno (a 300°C e in condizioni di pressione pari a 1 bar) è prossimo al 25 % del più alto valore di riscaldamento dell’idrogeno.

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