FISISORBIMENTO IN GRAFITE

Esistono molte forme di carbonio di tipo "amorfo" con strutture microcristalline tipo grafite (vari tipi di carbone, coke, nerofumo). In alcuni casi i microcristalli contengono poche celle unitarie di grafite e questa alta dispersione determina una elevatissima area superficiale in cui le forze attrattive sono solo parzialmente saturate e che pertanto assorbe efficacemente notevoli quantità di gas o soluti da soluzioni. I carboni attivi di questa natura trovano vasto impiego in ecologia, come decoloranti, mentre l'adsorbimento di alcune specie catalitiche (Pd/C o Pt/C) trova ampi utilizzi in catalisi industriale(ad esempio idrogenazioni). Nel caso dell'asssorbimento dell'idrogeno è stato studiato il comportamento della grafite. Il processo di fisisorzione per cui, a temperatura sufficientemente bassa, le molecole di idrogeno si depositano su una superficie di grafite è noto da parecchio tempo. Più recentemente, si è osservato che l’idrogeno (molecolare) può penetrare nei siti interplanari della grafite e questo fenomeno risulta alla base della proposta di utilizzare grafite finemente macinata per immagazzinare idrogeno. L’idea di base è quella di aumentare al massimo la superficie di carbonio (distaccando quanto più possibile i fogli di grafite tra di loro) e rendendo disponibile una superficie specifica maggiore disponibile per l’adsorbimento superficiale dell’idrogeno.