MICROSFERE DI VETRO

Si tratta di una proposta basata sulla permeabilità, ad alta temperatura, di una sottile parete di vetro alle molecole di idrogeno. L’idrogeno si introduce nelle sfere attraverso il sottile involucro esterno di cristallo reso permeabile dalle alte temperature alle quali avviene il processo (da 200 °C a 400 °C). Tale processo si conclude quando l’idrogeno, all’interno delle sfere, raggiunge la stessa pressione esterna. Raffreddando il sistema, l’energia cinetica delle molecole di idrogeno diviene minore della soglia di penetrazione e quindi, abbassando la pressione, l’idrogeno rimane intrappolato nelle microsfere di vetro. Queste possono quindi essere trasportate al luogo di utilizzo dove è sufficiente innalzare la temperatura per recuperare l’idrogeno intrappolato all’interno delle microsfere.Il rilascio dell’idrogeno può essere provocato anche con la rottura delle sfere, con lo svantaggio, però, di non poterle più riutilizzare. Questo processo permetterebbe di immagazzinare idrogeno con un’efficienza simile a quella degli idruri metallici, ma con un innegabile vantaggio per quanto concerne il peso del materiale ospite. La fattibilità tecnologica di questo processo è tutt’ora allo studio.