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Green Chemistry15




Che cos'è la green chemistry?

La Green Chemistry è un nuovo approccio tecnologico che applica principi innovativi nella progettazione di processi chimici industriali e che oggi costituisce uno strumento fondamentale per conseguire uno sviluppo industriale sostenibile, prevenendo e riducendo sostanzialmente l'inquinamento e l'impatto ambientale dell'industria. L'approccio della Green Chemistry promuove la progettazione, la fabbricazione e l'impiego di sostanze chimiche e processi che eliminano o riducono l'utilizzo o la generazione di sostanze nocive per l'ambiente o per la salute.

Solitamente i residui prodotti dalle industrie durante la fabbricazione di prodotti chimici vengono trattati con appositi sistemi, che hanno lo scopo di smaltire tali rifiuti e di eliminare l'impatto ambientale ad essi connesso, solo al termine dell'intero processo produttivo. L'avvento e la crescita dei requisiti normativi ambientali che regolamentano il trattamento dei rifiuti hanno fatto sì che i costi dei processi di smaltimento siano lievitati negli ultimi anni, rendendo così più caro l'intero processo produttivo e soprattutto mettendo in crisi l'idea di raggiungere gli obiettivi richiesti dalle normative mediante azioni indirizzate esclusivamente alla parte finale dell'intero processo di produzione. La Green Chemistry si propone di fornire quegli strumenti che consentano di rispondere alle nuove esigenze ambientali in uno dei settori di maggior impatto, come quello dell'industria chimica.

I 12 Principi della Green ChemistryThe 12 Principles of Green Chemistry

Storia

La storia della Green Chemistry è decisamente recente: all'inizio degli anni '90 la EPA (Environmental Protection Agency), in seguito all'emanazione del Pollution Prevenction Act negli U.S.A., lancia il programma della Green Chemistry con l'aiuto dell'OPPT (Office of Pollution Preventing & Toxics) che già stava lavorando su progetti di ricerca con lo scopo di ridurre l'impatto ambientale dei prodotti e dei processi dell'industria chimica.
Nel 1992 l'OPPT crea un programma di aiuti alla ricerca che per la prima volta prevede finanziamenti per quei progetti che riguardano la prevenzione dell'inquinamento dovuto alla sintesi di prodotti organici.
Nel 1995, in seguito all'appoggio dell'amministrazione americana alla nuova politica ambientale, viene istituito un consorzio di riconoscimento per industrie e aziende che dimostrano di aver ottenuto inportanti successi nel campo della Green Chemistry; successivamente viene creato un centro, il Green Chemistry Institute, in cui sono raccolte le esperienze e le iniziative scientifiche di tutto il mondo.

In Europa lo sviluppo della Green Chemistry procede più lentamente, nonostante ciò ci sono importanti centri di ricerca a Venezia, presso il Consorzio Interuniversitario "La Chimica per l'ambiente" (INCA), ed in Gran Bretagna.
Inoltre in Spagna l'istituto universitario di Barcellona (IUCT) che si occupa di scienza e tecnologia fin dalla sua fondazione a metà degli anni '90 considerò strategiche per il proprio sviluppo le linee di sviluppo suggerite dalla Green Chemistry e si è attivato per mantenere stretti contatti con le organizzazioni attive in questo campo.

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12 Principi della Green Chemistry

1. Prevenzione: Meglio prevenire l'inquinamento piuttosto che intervenire per ridurlo dopo che lo si è prodotto.
2. Economia Di Atomi: I metodi di sintesi devono essere progettati in modo da massimizzare l'incorporazione di tutti gli atomi usati nel processo all'interno del prodotto finale.
3. Reazioni Chimiche Meno Pericolose: Ogni volta che possibile, la sintesi di prodotti chimici deve essere progettata in modo da utilizzare e generare sostanze che abbiano una tossicità nulla o bassa per la salute umana o per l'ambiente.
4. Prodotti Chimici Più Sicuri: I prodotti chimici devono essere progettati in maniera da mantenere la propria funzione desiderata e l'efficacia minimizzando la tossicità.
5. Solventi e Prodotti Ausiliari Più Sicuri: L'uso di solventi e di prodotti ausiliari deve essere reso innecessario e se ciò è impossibile deve essere reso innocuo.
6. Efficienza Energetica: Il consumo energetico dei processi chimici deve essere minimizzato per ragioni economiche ed ambientali. Se possibile le sintesi devono essere realizzate a temperatura e pressione ambiente.
7. Materie Prime Rinnovabili: Ogni volta che sia tecnicamente ed economicamente possibile, le materie prime e le risorse naturali devono provenire da fonti rinnovabili.
8. Riduzione di derivati: Le derivatizzazioni non necessarie devono essere eliminate o minimizzate perchè tali passaggi richiedono reagenti addizionali e generano residui.
9. Catalisi: I reattivi catalitici sono preferibili ai reattiva stechiometrici.
10. Sontanze Non Persistenti Nell'Ambiente: I prodotti chimici devono essere progettati in modo che al termine della loro vita utile non siano persistenti e che i loro prodotti di degradazione siano innocui.
11. Analisi In Tempo Reale Dei Processi Chimici: Devono essere sviluppate metodologie analitiche che conmsentano il controllo e il monitoraggio dei processi in tempo reale, prima della formazione di sostanze indesiderate.
12. Chimica Più Sicura Per La Prevenzione Degli Incidenti: Le sostanze e la forma in cui vengono utilizzate nei processi chimici devono essere scelte in modo da minimizzare il rischio di incidenti chimici.

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