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Che cos'è la green
chemistry?
La
Green Chemistry è un nuovo approccio tecnologico che applica
principi innovativi nella progettazione di processi chimici industriali
e che oggi costituisce uno strumento fondamentale per conseguire uno
sviluppo industriale sostenibile, prevenendo e riducendo
sostanzialmente l'inquinamento e l'impatto ambientale dell'industria.
L'approccio della Green Chemistry promuove la progettazione, la
fabbricazione e l'impiego di sostanze chimiche e processi che eliminano
o riducono l'utilizzo o la generazione di sostanze nocive per
l'ambiente o per la salute.
Solitamente
i residui prodotti dalle industrie durante
la fabbricazione di prodotti chimici vengono trattati con appositi
sistemi, che hanno lo scopo di smaltire tali rifiuti e di eliminare
l'impatto ambientale ad essi connesso, solo al termine dell'intero
processo produttivo. L'avvento e la crescita dei requisiti normativi
ambientali che regolamentano il trattamento dei rifiuti hanno fatto
sì che i costi dei processi di smaltimento siano lievitati negli
ultimi anni, rendendo così più caro l'intero processo
produttivo e soprattutto mettendo in crisi l'idea di raggiungere gli
obiettivi richiesti dalle normative mediante azioni indirizzate
esclusivamente alla parte finale dell'intero processo di produzione. La
Green Chemistry si propone di fornire quegli strumenti che consentano
di rispondere alle nuove esigenze ambientali in uno dei settori di
maggior impatto, come quello dell'industria chimica.
I 12 Principi della Green Chemistry
Storia
La
storia della Green Chemistry è decisamente recente: all'inizio
degli anni '90 la EPA (Environmental Protection Agency), in seguito
all'emanazione del Pollution Prevenction Act negli U.S.A., lancia il
programma della Green Chemistry con l'aiuto dell'OPPT (Office of
Pollution Preventing & Toxics) che già stava lavorando su
progetti di ricerca con lo scopo di ridurre l'impatto ambientale dei
prodotti e dei processi dell'industria chimica.
Nel 1992 l'OPPT crea un programma di aiuti alla ricerca che per la
prima volta prevede finanziamenti per quei progetti che riguardano la
prevenzione dell'inquinamento dovuto alla sintesi di prodotti organici.
Nel 1995, in seguito all'appoggio dell'amministrazione americana alla
nuova politica ambientale, viene istituito un consorzio di
riconoscimento per industrie e aziende che dimostrano di aver ottenuto
inportanti successi nel campo della Green Chemistry; successivamente
viene creato un centro, il Green Chemistry Institute, in cui sono
raccolte le esperienze e le iniziative scientifiche di tutto il mondo.
In
Europa lo sviluppo della Green Chemistry procede più
lentamente, nonostante ciò ci sono importanti centri di ricerca
a Venezia, presso il Consorzio Interuniversitario "La Chimica per
l'ambiente" (INCA), ed in Gran Bretagna.
Inoltre in Spagna
l'istituto
universitario di Barcellona (IUCT) che si occupa di scienza e
tecnologia fin dalla sua fondazione a metà degli anni '90
considerò strategiche per il proprio sviluppo le linee di
sviluppo suggerite dalla Green Chemistry e si è attivato per
mantenere stretti contatti con le organizzazioni attive in questo
campo.

I 12 Principi della Green Chemistry
| 1.
Prevenzione: |
Meglio
prevenire l'inquinamento piuttosto che intervenire
per ridurlo dopo che lo si è prodotto. |
| 2.
Economia Di Atomi: |
I metodi
di sintesi devono essere progettati in modo da
massimizzare l'incorporazione di tutti gli atomi usati nel processo
all'interno del prodotto finale. |
| 3.
Reazioni Chimiche Meno Pericolose: |
Ogni volta
che possibile, la sintesi di prodotti chimici
deve essere progettata in modo da utilizzare e generare sostanze che
abbiano una tossicità nulla o bassa per la salute umana o per
l'ambiente. |
| 4.
Prodotti Chimici Più Sicuri: |
I prodotti
chimici devono essere progettati in maniera da
mantenere la propria funzione desiderata e l'efficacia minimizzando la
tossicità. |
| 5.
Solventi e Prodotti Ausiliari Più Sicuri: |
L'uso di
solventi e di prodotti ausiliari deve essere reso
innecessario e se ciò è impossibile deve essere reso
innocuo. |
| 6.
Efficienza Energetica: |
Il consumo
energetico dei processi chimici deve essere
minimizzato per ragioni economiche ed ambientali. Se possibile le
sintesi devono essere realizzate a temperatura e pressione ambiente. |
| 7.
Materie Prime Rinnovabili: |
Ogni volta
che sia tecnicamente ed economicamente possibile,
le materie prime e le risorse naturali devono provenire da fonti
rinnovabili. |
| 8.
Riduzione di derivati: |
Le
derivatizzazioni non necessarie devono essere eliminate o
minimizzate perchè tali passaggi richiedono reagenti addizionali
e generano residui. |
| 9.
Catalisi: |
I reattivi
catalitici sono preferibili ai reattiva
stechiometrici. |
| 10.
Sontanze Non Persistenti Nell'Ambiente: |
I prodotti
chimici devono essere progettati in modo che al
termine della loro vita utile non siano persistenti e che i loro
prodotti di degradazione siano innocui. |
| 11.
Analisi In Tempo Reale Dei Processi Chimici: |
Devono
essere sviluppate metodologie analitiche che
conmsentano il controllo e il monitoraggio dei processi in tempo reale,
prima della formazione di sostanze indesiderate. |
| 12.
Chimica Più Sicura Per La Prevenzione Degli
Incidenti: |
Le
sostanze e la forma in cui vengono utilizzate nei
processi chimici devono essere scelte in modo da minimizzare il rischio
di incidenti chimici. |


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